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Intervista a Davide Iafisco

di Mark Irwin

2014-12-22

Case N° 141215

  

INTERVISTA A DAVIDE IAFISCO
di Mark Irwin 

 

 

 

 

     E' un piacere poter introdurre un giovane artigiano cresciuto nel laboratorio Neatpipes a Milano, Davide Iafisco. Luca mi ha presentato Davide durante l'ultimo Chicago Pipeshow (maggio 2014) e mentre curiosavo tra i meravigliosi pezzi che Luca ha portato al Pipe Show, ho notato che anche Davide presentava un discreto numero di sue pipe. Grazie all'aiuto di Roberta ho chiacchierato per qualche minuto con Davide, apprendendo che quello era davvero il suo debutto!

 

 

Ero impressionato! Dico questo perche, a dire il vero, il lavoro di molti artigiani (anche quello di alcuni grandi nomi) mi lascia freddo. Dare forma ad una pipa è una cosa, ma progettare e realizzare correttamente anche la parte 'meccanica' ossia le forature, è ben altra! Davide sembra avere entrambe le qualità!

La strada di ogni artigiano emergente è sicuramente ardua, sebbene magnifica. Qualche giorno dopo essere tornato da Chicago, mi sono svegliato con il desiderio di scoprire maggiori informazioni su Davide e provare a realizzare una breve intervista per quando sarebbe arrivato il momento del suo debutto su Neatpipes. Il primo passo è stato quello di capire se Davide sarebbe stato disponibile a realizzare una pipa per me: con mia somma gioia Davide era disponibile sia ad un'intervista che a realizzare una pipa.

Questo è ciò che mi sorprende del nostro hobby, in questo momento: le diverse connessioni che noi fumatori possiamo intraprendere con l'artigiani, cercando di capire non solo chi sono e quali possano essere i loro interessi, ma anche entrare in contatto con loro, commissionare una pipa, incontrarli di persona, collezionare le loro pipe. E' proprio il fatto di entrare in contatto con l'artigiano che ha scatenato la mia attrazione nei confronti di Neatpipes. Sin dall'inizio Luca ha coltivato rapporti personali e d'amicizia con gli artigiani che rappresenta, spesso lavorando insieme sul design, ma anche ponendo in contatto il cliente con l'artigiano realizzando pipe su commissione.

 

 

Quando hai iniziato a fumare la pipa?

Ho iniziato a fumare la pipa nel 2008, grazie ad alcuni amici fumatori. Inizialmente ero attratto dal rituale del fumo lento, ma immediatamente iniziai ad esplorare l'immenso mondo dei tabacchi.

Sono da sempre un amante di vini e amo trovare e provare nuove etichette. La prima cosa che ho notato è che con la pipa potevo provare un'esperienza simile, come con i vini, anche con i tabacchi si può esplorare un'infinità di sapori.

 

Chi sono i tuoi artigiani preferiti e da chi ti senti influenzato?

Ho sempre avuto un debole per il lavoro di Bang, Maurizio Tombari, Vladimir Grechukhin e Sergey Ailarov, ognuno per motivi diverso. Fonte maggiori di isporazione sono Jeff Grecik e Lasse Skovgaard.

 

Perchè hai iniziato a fare pipe?

L'idea mi è venuta mentre ero ocn un caro amico che stava fumando una classica Rhodesian dritta con canna diamante. Per qualche ragione quella pipa mi ha affascinato. Desideravo realizzarne una con le mie mani.

Non ho mai creato nulla con le mie mani e non avevo particolare esperienza di laboratorio. Questo amico mi spinse a provare e così ho cercato su internet se esistesse un corso formativo per 'pipemaker'. Non avevo molta speranza di trovarne e invece fui smentito! Con mia sorpresa scoprii che Safferling teneva corsi nel suo laboratorio nella provincia di Bolzano. Mi sono messo immediatamente in contatto con lui e feci il corso e con il suo aiuto feci la mia prima pipa, una Rhodesian con canna diamante e bocchino a sella!
Dopo questa esperienza ho iniziato lentamente ad acquistare le attrezzature necessarie per realizzare pipe come hobbysta, cercando la mia strada da autodidatta.

 

Chi sono stati i tuoi maestri?

Per un paio d'anni ho realizzato pipe che regalavo ad amici o che tenevo per me stesso. Ho conosciuto poi i fratelli Radice che con la loro gentilezza sono stati di grande aiuto, dandomi sia suggerimenti preziosi che alcuni materiali di cui ero sprovvisto. Marzio Radice mi consigliò di intraprendere la carriera da pipemaker a tempo pieno, ma che questo avrebbe richiesto tempo per apprendere la tecnica e allenare le mani. E' il miglior consiglio che abbia mai ricevuto.

Nel 2010, navigando su internet, mi sono imbattuto nelle pipe di Teddy Knudsen. Gli ho inviato un'email domandandogli se fosse disponibile a darmi qualche consiglio. Nel giro di mezz'ora Teddy mi ha risposto, fissando un appuntamento per alcuni giorni dopo. Ho immediatamente prenotato un volo e sono andato ad Aarhus in Danimarca.

Sono andato da lui con una concezione molto italiana della pipa, ma in una sola giornata ho scoperto un approccio completamente diverso, ossia quello che nasconde il singolo pezzo 'freehand'. Alcuni mesi dopo ho incontrato nuovamente Teddy nella sua casa in Liguria, dove ho anche conosciuto Mimmo Romeo che a sua volta mi ha presentato a Claudio Cavicchi.

  


Davide (a destra) con Jeff Gracik nel laboratorio di Milano

 

Immediatamente Claudio ed io iniziammo una collaborazione assidua. Grazie al suo metodo di lavorazione molto rigido e grazie ai suoi consiglio, ho corretto numerosi errori e ho iniziato a prestare attenzione ai dettagli.

Una cosa molto interesante del metodo di Cavicchi è la sua maniacale attenzione alla venatura in relazione alla forma; questo mi ha sempre ricordato l'approccio danese. Il suo metodo di lavorazione rimane comunque assolutamente italiano, con attrezzi molto tradizionali come il disco abrasivo. Tra i numerosi suggerimenti e insegnamenti che Claudio mi ha trasmesso, i più importanti sono assolutamente quelli che riguardano l'utilizzo del tornio.

Safferling, Marzio Radice, Knudsen e Cavicchi — questi quattro artigiani mi hanno dato le basi tecniche e teoriche. Ognuno di essi, a proprio modo è stato assai importante, ma ciascuno mi ha sottolineato l'importanza di trovare il mio proprio stile.

 

 

Come procedi quando devi realizzare una pipa?

Solitamente inizio scegliendo una placca che abbia una venatura che sia ottimale alla forma che desidero realizzare. Raramente il mio approccio è contrario, ossia realizzo una forma partendo dalla venatura della placca di radica.

Da qui procedo con la sega a nastro, con la quale elimino le parti superflue di legno. La foratura è il passaggio successivo: alloggiamento del bocchino, foro del tiraggio e infine il camino, utilizzando il tornio.

Sempre con il tornio tornisco il perno del bocchino e realizzo il foro del tiraggio. I miei bocchini sono rigorosamente in ebanite tedesca o cumberla e parto esclusivamente dalla barra grezza. Da qui procedo con ruzzellino, lime, carta vetrata, dando forma alla pipa. L'ultima carteggiatura, la più fine, viene data a mano utilizzando striscioline di carta vetrata.

 

 

 

Che cosa è più importante per te del Design di una pipa?

Quando disegno una pipa do assoluta priorità alla sua funzionalità, poi all'asse e alle dimensione dei fori, anche nelle forme meno tradizionali. L'altra cosa a cui presto particolare attenzione è la forma e la dimensione del fornello che cambia a seconda della forma. In questo momento studio attentamente qualsiasi pipe di altri artigiani che mi passa tra le mani, cercando di capire come come sono stati risolte le varie problematiche.

Una delle cose che tengo molto in considerazione mentre disegno una pipa è il tipo di tabacco che verrà fumato, a seconda della dimensione del fornello e dell'asse di foratura.

 

 

Qual è la tua forma preferita?

Il mio gusto è evoluto. Inizialmente ero esclusivamene attratto da classiche forme inglesi, Dunhill in particolare. Poi ho iniziato ad apprezzare la fantasia e il design dei pipemaker nord europei, non solo danesi, ma anche Tedeschi.

Amo le forme classiche e dritte sebbene ultimamente sia particolarmente influenzato da chubby dritte e semucurve. Se parliamo però di quale forma preferisco fumare, posso dire con molta tranquillità che preferisco la billiard, in tutte le sue varianti: lovat, liverpool etc. 

 

Il sistema di classificazione delle Iafisco è il seguente:

1, 2, 3, 4 — sabbiate, dove il 4 è il più pregiato, solitamente riservato alle naturali o a quelle pipe con venature pregiate.
5, 6, 7, 8 — lisce, dove l'8 è il più pregiato, sebbene solo una è stata realizzata sino ad ora.
Pipe Speciali (come una Reverse Calabash che Davide ha recentemente realizzato) non sono numerate. 

 

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