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Centenario Santambrogio, l'evento di Varese

di Luca di Piazza

2012-11-13

Con gioia ho aderito all'invito di Stefano Santabrogio che ha organizzato a Varese un evento in occasione dei 100 anni della sua attività. La due giorni piparia si è svolta sabato 10 e domenica 11 Novembre ma per vari impegni sono riuscito ad essere presente solamente durante il pomeriggio del sabato.
Ho invitato a mia volta un carissimo amico appassionato di pipe, che segue da diverso tempo il lavoro che cerco di sviluppare attraverso Neatpipes. Vi, così si fa chiamare, non aveva mai partecipato a nessun evento organizzato in precedenza. Gli chiesto di raccontarci le sue impressioni della giornata poichè ritengo che un punto di vista "esterno" al mondo pipario, sia interessante e possa essere di stimolo per continuare ad immaginare le possibili realtà della pipa in Italia.

Luca

 

 

"Ho sempre pensato che la pipa e il fumare la pipa fossero la massima espressione della tolleranza e della gentilezza. Successivamente ho anche pensato il contrario assistendo a liti, polemiche formali ed esercizi di aggressività mediatica... Qua e la.

Quando Luca mi ha invitato a fare un salto con lui all'incontro di Varese ho temuto di provare sensazioni sgradevoli che mi facessero venire in mente quelle situazioni conflittuali di cui avevo avuto sentore. Non é stato così.

A dire la verità qualche grugno l'ho visto, ma poca roba rispetto allo spirito generale che era invece di simpatia, gentilezza, tolleranza e condivisione.

Evidentemente la simpatia e la signorilitá di Stefano Santambrogio, perfetto anfitrione, hanno avuto il loro peso.

Andiamo con ordine: sapevo che avrei incontrato il mio amico di lettera Maurizio Tombari e quando é arrivato, trafelato, con un pacchetto di pipe sotto il braccio, mi sono fatto subito riconoscere e immediatamente abbiamo iniziato a parlare come se ci conoscessimo da tempo. Gli ho portato un mio catalogo e subito gli ho parlato delle mie preferite tra le sue pipe.

Il pomeriggio ha iniziato a prendere corpo.

Bruto Sordini si é imposto per la sua simpatia e comunicazione; non é una novità per chiunque lo conosca, come non è una sorpresa la passione e la tenace energia che si percepisce incontrando Angelo Fassi e le sue pipe. 

Primo giro tra gli espositori: c'erano! e la loro presenza marcava un punto a favore del mondo della pipa, ancora vitale. 

Questa é la nota più piacevole. 

Ho sempre creduto, come in tutti i campi, che la presenza dei giovani all'interno di un fenomeno fosse una condizione imprescindibile, non solo per immaginare il futuro, ma principalmente per descrivere il presente.

Da qualche decennio i “fumatori giovani” sia per età che per esperienza, sono sempre meno e poco supportati, spesso mal consigliati, un po' oppressi da insegnamenti imposti e non richiesti. 

Un tempo l'introduzione e l'insegnamento alla pipa erano uno scambio da persona a persone e così funzionava. 

Adesso lo scenario è cambiato: uno dei lati positivi di internet (che non serve per litigare ma principalmente per accedere alla conoscenza) é la condivisione, la possibilità di aggregare informazioni, documenti e dati storici. Infatti i giovani appassionati della pipa ormai ne sanno di più di alcuni "anziani", presunti depositari della tradizione italiana. La cultura disponibile in rete é uno strumento formidabile e gratuito a portata di mano.
Un esempio è il fatto che molti giovani sanno che negli Stati Uniti la pipa sta vivendo da più di 10 anni  un vero e proprio periodo di rinascimento: tabacco con i nuovi master blenders, una nutrita generazione di nuovi pipemakers, conoscenza e reperibilità della radica,  collezionisti che di buon grado condividono le loro esperienze.

In due parole: non sono mai stati meglio di adesso, loro…

Il pianto greco sulla situazione generale della pipa in Italia, dalla reperibilità e la scelta dei tabacchi, alla non-cultura e la non-sapienza propinata continuamente da ogni parte, e l'aggressivitá con cui sono imposti certi concetti, sono sotto gli occhi di tutti ed é assolutamente inutile insistere su questo concetto. 

Rimane sempre valido il triste adagio che recita "Chi sa fa (spesso sta zitto e continua ad imparare) e chi non sa insegna".

Vincenzo

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